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Alimentazione anti-diabetogena

by Federico Luzzi
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Nella presente pagina, a titolo informativo, vengono elencati alcuni alimenti e/o piante che risultano essere importanti nel tenere sotto controllo la glicemia, mentre nella pagina “Vitamine e minerali” sono elencati i micronutrienti.

Curcuma

La curcumina è un potente antiossidante e viene utilizzato nel trattamento delle complicanza del diabete. Inibisce l’ossidazione poiché protegge dai radicali liberi prodotti dai legami crociati e dagli zuccheri in eccesso.

Cannella

La cannella è un’erba potente per il controllo della glicemia. Riesce a migliorare di 20 volte il metabolismo del glucosio nelle cellule lipidiche. 

Gli scienziati della Iowa State University hanno scoperto che i polimeri polifenolici presenti nella cannella riescono a sovra-regolare l’espressione dei geni implicati nell’attivazione dei recettori dell’insulina e abbassano i livelli della glicemia.
Quindi la cannella ottimizza l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule, aumenta l’efficacia dell’insulina e favorisce i processi antibatterici, antivirali e antifungini.

Il dosaggio usato nello studio sopracitato è stato da 1/4 a 1 cucchiaino di polvere di cannella.

Aglio e cipolla

Aglio e cipolla contengono composti solforosi noti per le loro qualità anti-diabetogene.
La S-allil cisteina sulfossido nell’aglio è in grado di abbassare la glicemia a digiuno e i livelli di colesterolo; la cipolla riduce l’iperglicemia. 

Noci

Sono particolarmente ricche di acidi grassi monoinsaturi, Omega-3 e acido alfa-linolenico (ALA).
L’ALA riduce di grassi e il colesterolo nel sangue, e riduce la proteinca C-reattiva, un marker infiammatorio associato a malattie cardiovascolari.
Nel 1993 il New England Journal of Medicine ha riportato che mangiare 8-16 noci al giorno diminuisce il colesterolo totale e LDL del 5-10 % e riduce l’incidenza di ictus e coaguli nelle arterie di oltre il 70%.
Le noci sono meglio digerite se idrate per qualche ora in acqua.

Mandorle

Le mandorle hanno un ruolo importante nel diabete.
Il Journal of Nutrition ha pubblicato uno studio secondo cui quando noci e mandorle sono aggiunte al pasto, consentono di tenere sotto controllo i livelli di zucchero anche dopo un pasto abbondante. Contengono emulsina, un complesso enzimatico in grado di scindere molti amidi o glocosidi migliorandone la digestione e l’assimilazione.
Le mandorle sono meglio digerite se idrate per qualche ora in acqua.

Semi di zucca

I semi di zucca hanno un ruolo importante.
Contengono il 20% di proteine, il 45% di grassi (Omega-6 e Omega-9), il 26% di carboidrati e molte fibre utili per l’intestino. 
Sono molto ricchi di Vitamina E e tra i minerali spiccano: selenio, ferro, magnesio, fosforo, zinco e manganese.

Semi di girasole

I semi di girasole hanno un ruolo importante.
Sono ricchi di acidi grassi della serie Omega-3. Attenzione perché non devono essere né tostati né salati perché in tal caso perdono molte delle loro proprietà.

Alghe di mare

Le alghe, soprattutto la kelp, assorbono dall’acqua marina quasi tutti i nutrienti, i minerali e i micronutrienti essenziali alla vita. La kelp contiene più di 60 minerali ed elementi, 21 aminoacidi, carboidrati semplici e complessi e diversi ormoni vegetali della crescita essenziali.
Le altre alghe da usare crude nelle insalate sono: kombu, nori, wakame, hiziki, dulse.

Cetriolo

Il cetriolo contiene un ormone di cui le cellule beta del pancreas hanno bisogno per produrre l’insulina. L’enzima erepsina del cetriolo ha un’azione specifica: fraziona le proteine in eccesso nei reni.

Cavolo

L’azione protettiva contro lo stress ossidativo del cavolo rosso è conosciuta da tempo. 
Secondo gli studiosi, con l’assunzione quotidiana di cavolo si sono constatati livelli più bassi di glicemia, il ripristino della funzione renale e una maggiore perdita di peso.

Alimenti ad azione antinfiammatoria 

Ananas, frutti di bosco, sambuco, zenzero, origano, rosmarino, agrumi, cipolla, aglio, crescione, curcuma, cavolo. 

Note e fonti bibliografiche

  1. “I grassi”, tratto dal sito ufficialewww.kousmine.eu/page33/page36/page36.html
  2. Dottor Fiilippo Ongaro, Medico degli astronauti
    (E.S.A., Ente spaziale europeo)
  3. “Infiammazioni: i killer nascosti “
    Michaela Doll, ed. Macro
    ISBN: 978-88-7869-041-7
  4. “Koivisto V.A. Fructose and insulin sensitivity in patients with type 2 diabetes”
    Journal of Internal medicine
    233 pp:145-153, 1993

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Diabete di tipo 2: questo grasso comune che mangi ogni giorno potrebbe essere il vero responsabile - oltreildiabete.it Maggio 25, 2026 - 7:43 pm

[…] processi sono direttamente collegati all’insulino-resistenza e alla progressione del diabete di tipo 2, oltre che ad altre complicanze […]

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